Per anni abbiamo imparato una regola semplice: se vuoi risparmiare energia elettrica, usa gli elettrodomestici la sera, la notte o nel fine settimana.
Una regola nata soprattutto con le offerte biorarie, dove il prezzo dell’energia viene diviso in grandi fasce: le ore diurne dei giorni feriali da una parte, le ore serali, notturne e festive dall’altra. In molti casi questo schema è ancora utile, ma oggi racconta solo una parte della storia.
Perché il sistema elettrico è cambiato. E nei mesi in cui la luce del sole è maggiore, può succedere qualcosa che fino a qualche tempo fa sembrava meno intuitivo: alcune ore del giorno possono diventare più convenienti di quelle serali.
Le fasce orarie: una bussola utile, ma non perfetta
Le classiche fasce orarie dell’energia dividono la giornata in blocchi abbastanza ampi. La fascia F1 comprende le ore dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 19, escluse le festività nazionali. Le fasce F2 e F3 coprono invece le ore serali, notturne, il sabato, la domenica e i festivi.
Questa suddivisione nasce da una logica comprensibile: per molto tempo, durante il giorno, la richiesta di energia era più alta e quindi le ore diurne erano considerate più “care”. La sera, la notte e nei festivi, invece, i consumi generali tendevano a ridursi.
Oggi però il prezzo dell’energia non dipende solo da quanta ne consumiamo. Dipende anche da quanta energia viene prodotta in quel momento e da quali fonti entra in rete.
Ed è qui che entra in gioco il sole.
Perché il sole può abbassare il prezzo dell’energia
Nei mesi primaverili ed estivi, le giornate sono più lunghe e gli impianti fotovoltaici producono molta energia proprio nelle ore centrali della giornata.
Quando il sole è forte e la produzione fotovoltaica aumenta, cresce la quota di energia rinnovabile disponibile in rete. Poiché il fotovoltaico ha costi marginali molto bassi, in alcune condizioni di mercato il prezzo all’ingrosso può scendere proprio nelle ore centrali della giornata.
In altre parole: non è detto che consumare di giorno sia sempre meno conveniente. Anzi, in alcuni momenti può accadere il contrario.
È un cambiamento importante, perché modifica una convinzione molto diffusa: non sempre “sera” significa automaticamente “risparmio”.
La sera può diventare un momento più delicato
C’è anche un altro aspetto da considerare.
Verso sera, la produzione fotovoltaica diminuisce perché il sole cala. Nello stesso momento, però, molte persone rientrano a casa e aumentano i consumi: si accendono luci, forni, piani a induzione, lavatrici, climatizzatori, televisioni e dispositivi elettronici.
Quindi può succedere che, proprio quando l’energia solare disponibile si riduce, la domanda salga.
Questo equilibrio tra energia prodotta e energia richiesta può rendere alcune ore serali meno convenienti di quanto siamo abituati a pensare. Naturalmente non succede sempre e non vale allo stesso modo tutti i giorni, ma è una dinamica sempre più importante da conoscere.
Prezzo biorario e prezzo orario: qual è la differenza?
Le offerte biorarie ragionano per grandi blocchi: una fascia per il giorno, una o più fasce per sera, notte e weekend.
Le offerte a prezzo orario, invece, seguono più da vicino l’andamento reale del mercato elettrico. Il riferimento è il PUN Index GME, cioè l’indice del prezzo dell’energia elettrica scambiata sul Mercato del Giorno Prima.
Detto in modo semplice: il prezzo può variare nel corso della giornata.
Questo non significa che il cliente debba controllare continuamente l’energia come se fosse un titolo in Borsa. Significa però avere la possibilità di capire meglio quando può essere più conveniente consumare.
E nei mesi con più luce, questa informazione può diventare particolarmente utile.
Un esempio di energia più consapevole
È proprio su questo principio che si basano le offerte luce orarie di SGR Luce e Gas.
le offerte prevedono un prezzo variabile legato all’andamento del mercato e permettono, attraverso MyApp Energy, di visualizzare i costi dell’energia del giorno in corso e conoscere in anticipo quelli del giorno successivo. In questo modo il cliente può organizzare alcuni consumi nei momenti più convenienti, quando le proprie abitudini lo permettono.
Il punto non è cambiare completamente la vita quotidiana. Nessuno programma tutto in funzione del prezzo dell’energia.
Però ci sono consumi che possono essere spostati con facilità: una lavatrice, una lavastoviglie, l’asciugatrice, la ricarica di alcuni dispositivi, magari anche la ricarica dell’auto elettrica per chi la possiede.
Sapere prima quali sono le ore più favorevoli può aiutare a fare scelte più attente, senza grandi rinunce.
Non è solo risparmio: è controllo
La vera novità è questa: il cliente non subisce semplicemente il prezzo dell’energia, ma può iniziare a leggerlo, comprenderlo e usarlo meglio.
Con un’offerta oraria, il vantaggio non sta nel promettere che ogni giorno si spenderà meno. Sarebbe poco realistico, perché il prezzo dell’energia cambia e dipende da molti fattori.
Il vantaggio sta nella possibilità di avere più informazioni.
E quando si hanno più informazioni, si possono prendere decisioni più consapevoli: evitare alcuni momenti meno convenienti, sfruttare le ore in cui il prezzo è più basso, programmare meglio i consumi più importanti.
In questo senso, strumenti come MyApp Energy diventano utili non solo per controllare la fornitura, ma anche per capire meglio il proprio modo di usare l’energia.
Un piccolo cambiamento nelle abitudini
Pensiamo a una giornata di sole.
Se nelle ore centrali il fotovoltaico produce molto e il prezzo dell’energia scende, può essere più interessante far partire un elettrodomestico a metà giornata invece che la sera. Non sempre è possibile, certo. Ma quando lo è, può diventare una buona abitudine.
È un cambio di prospettiva semplice: non chiedersi solo “quanto consumo?”, ma anche “quando consumo?”.
Perché due consumi identici possono incidere in modo diverso sulla componente energia della bolletta se avvengono in momenti diversi della giornata.
Non esiste una regola valida per tutti
Naturalmente non c’è una fascia oraria migliore in assoluto.
La convenienza dipende dall’offerta scelta, dalle abitudini della famiglia, dalla stagione, dagli elettrodomestici utilizzati e dall’andamento del mercato.
Per questo è importante superare le semplificazioni.
Dire “la sera costa sempre meno” oggi può essere riduttivo. Allo stesso modo, non si può dire che “il giorno conviene sempre”. La realtà è più dinamica.
La buona notizia è che oggi esistono strumenti che aiutano a orientarsi meglio.
Guardare prima di consumare
L’energia sta diventando sempre più legata al tempo: il momento in cui viene prodotta, il momento in cui viene richiesta, il momento in cui viene consumata.
Nei mesi in cui il sole è più presente, questa relazione diventa ancora più evidente. Le ore centrali della giornata possono offrire opportunità interessanti, soprattutto per chi può spostare almeno una parte dei consumi.
Non serve diventare esperti di mercato elettrico. Basta iniziare a guardare l’energia con un po’ più di attenzione.
Perché oggi risparmiare non significa solo consumare meno.
Significa anche consumare meglio.
Il Team SGR Luce e Gas