Un improvviso “click”, le luci che si spengono, gli elettrodomestici che si fermano: a molti è capitato almeno una volta di restare al buio perché il contatore ha deciso di interrompere la corrente. È un inconveniente comune nelle abitazioni, ma anche nei piccoli esercizi commerciali, e spesso si manifesta nei momenti meno opportuni. Capire perché accade e come intervenire è il primo passo per gestire meglio i propri consumi e vivere l’energia con più tranquillità.
Perché il contatore scatta?
Nella maggior parte dei casi la ragione è il sovraccarico elettrico. Accendere più dispositivi energivori nello stesso momento – ad esempio forno, lavatrice e phon – può far sì che la somma delle potenze superi quella disponibile da contratto, costringendo il contatore a “staccare la spina”.
In altre situazioni la causa può essere un impianto datato, non più adeguato agli standard di sicurezza, oppure un guasto o un cortocircuito: in questi casi non interviene il contatore, ma i dispositivi di protezione dell’impianto interno.
Molti tendono a confondere tra loro questi strumenti. Il salvavita, o interruttore differenziale, entra in azione se c’è una dispersione di corrente e protegge le persone da folgorazioni. L’interruttore magnetotermico, invece, si occupa di sovraccarichi e cortocircuiti. Infine c’è il limitatore del contatore, che ha il compito di interrompere la fornitura se la potenza contrattuale viene superata. Sapere distinguere chi è intervenuto aiuta a capire se il problema è temporaneo o se richiede una verifica più approfondita.
Come gestire i consumi in casa
Per chi vive in appartamenti con la classica fornitura da 3 kW, la sfida è imparare a distribuire i consumi nel corso della giornata. Piccoli accorgimenti possono fare una grande differenza: evitare di utilizzare contemporaneamente più elettrodomestici ad alto assorbimento, conoscere la potenza indicata sulle etichette energetiche degli apparecchi e fare attenzione allo stato dell’impianto elettrico. Un controllo periodico da parte di un tecnico può garantire che prese e cablaggi siano sicuri e adeguati.
E per chi ha un’attività?
Il problema diventa ancora più rilevante nei piccoli esercizi commerciali. Un bar che deve alimentare frigoriferi, macchina del caffè e lavastoviglie, oppure uno studio professionale con computer e climatizzatori sempre accesi, rischia di fermarsi all’improvviso se la potenza disponibile non è sufficiente. Qui la soluzione può passare da una gestione più attenta dei macchinari, programmando gli utilizzi più impegnativi in orari diversi, fino alla scelta di un aumento della potenza contrattuale, che garantisce continuità di servizio e serenità sul lavoro.
Quando conviene aumentare la potenza
Se il contatore continua a scattare nonostante una buona organizzazione dei consumi, probabilmente la potenza disponibile non è più adatta alle esigenze quotidiane. Passare da 3 a 4,5 o 6 kW in ambito domestico, oppure scegliere valori superiori per le attività commerciali, può essere la soluzione ideale. La decisione va presa considerando il numero e il tipo di apparecchi utilizzati, ma anche il comfort desiderato e la necessità di evitare interruzioni improvvise. In questo percorso un consulente di SGR Luce e Gas può supportare nella scelta più equilibrata, valutando attentamente costi e benefici.
Gestire l’energia con consapevolezza
Il contatore che scatta non è solo un fastidio: è un segnale utile che ci ricorda l’importanza di monitorare i consumi. Imparare a gestire l’uso degli elettrodomestici, mantenere efficiente l’impianto e scegliere la potenza più adeguata significa migliorare la qualità della vita, risparmiare energia e aumentare la sicurezza. Con qualche accortezza e, quando serve, un contratto calibrato sulle proprie necessità, è possibile dire addio ai blackout improvvisi e vivere l’energia con più serenità.